venerdì 24 gennaio 2014

LEGGE ELETTORALE: SARA' VìBIANCUM



Sembra finalmente essere giunto al termine l'ardito dibattito che nei giorni scorsi ha tenuto acceso l'animo dei senatori Petonici chiamati al conforntarsi sullo spinoso tema della legge elettorale.

La necessità di trovare una soluzione che rendesse tutti soddisfatti è da legare all'imminente riunione del Gran Concilio Petonico prevista per l'inizio di Febbraio nella quale saranno raccolte le candidature e verrà eletta la figura del Gran Console che guiderà la carovana Petonica per il Carnevale 2014.

Dalle ultime indiscrezioni la forma che sembrerebbe aver messo tutti d'accordo è quella del VìBIANCUM, che mette così a tacere le polemiche tra le controparti e sconfigge le precedenti proposte pervenute al concilio.
Nei giorni scorsi il senatore Swarz si era sbilanciato pronosticando il successo della proposta conservatrice del MistràVerdum che prevedeva l'elezione legata alla selezione naturale dei candidati al consolato che si sarebbero sfidati ad una lotta all''ultimo ammazzacaffè. La risposta insurrezionalista non si era fatta aspettare ed era giunta dalle parole del senatore Middio Ptò che aveva rilanciato proponendo il Cacarellum che basava la sua forza su schioppettate di vì cott caldo.

Come spesso accade la verità è stata trovata nel mezzo, con la formula del VìBiancum le candidature e le relative campagne elettorali e/o compravendite di voti senatoriali dovranno essere concluse entro e non oltre l'entrata in scena del petonico arrosto che prevede di fatto l'inizio dell'era del vino rosso e delle segretissime elezioni.

Laconico il commento del senatore a vita Nespeca Ferdinando: "La formula migliore, così almeno non si azza manch la pressiò!"


lunedì 6 gennaio 2014

"TU PORTA I SOLDI POI VEDEM.."



Richieste di denaro insistenti. Questo è stato il monito che nei giorni scorsi, durante il periodo di feste, ha fatto accendere la lampadina degli agenti della Guardia di Petonanza nei confronti del senatore e candidato al consolato Fabio Spreca. L'uomo, in evidente stato confusionale, insisteva da tempo a richiedere denaro ai suoi collaborati al fine, diceva di" ricoprire le spese sostenute durante la campagna elettorale e in fase di restauro della sede del congra-partito".

Già in passato le insistenti richieste erano state accolte dagli sprovveduti colleghi petonici che avevano di propria tasca ricoperto le spese dello Spreca non senza polemiche, poi accuratamente scivolate sotto la coltre silenziosa dell'omertà partitica. Ma nelle ultime ore, dopo le nuove sollecitazione dello Spreca, un gruppo tirch'insurrezionalista si è rivoltato e ha portato alla luce una serie di intercettazioni di indubbia chiarezza che palesano lo Spreca e suo fratello lo Swarz, ministro del ferro, in eloquenti comunicazioni, sotto riportate:

Sw: << Quisc nn vo caccià>>
Sp: << Sci stu cazz, i su casa so cmbrat u porf'd pe lò u p'rtò>>
Sw:  << Eh ma dic ca è chemenciat a capì, nn vo pagà più, mo ved che poss fa>>
Sp: << Vida tu, portet le tenaje se serv, tu porta i soldi poi vedem...>>

in foto: Il porfido acquistato con i soldi dello scandalo

Pochi commenti da fare. Poche parole da spendere per l'ulteriore scandalo che colpisce questo paese.
In attesa di repliche da parte dei protagonisti della vicenda riportiamo le dichiarazioni dei cittadini:

"I: fatià...a frechina: drmì.....vast snà"

Parole forti. Parole forti.