Richieste di denaro insistenti. Questo è stato il monito che nei giorni scorsi, durante il periodo di feste, ha fatto accendere la lampadina degli agenti della Guardia di Petonanza nei confronti del senatore e candidato al consolato Fabio Spreca. L'uomo, in evidente stato confusionale, insisteva da tempo a richiedere denaro ai suoi collaborati al fine, diceva di" ricoprire le spese sostenute durante la campagna elettorale e in fase di restauro della sede del congra-partito".
Già in passato le insistenti richieste erano state accolte dagli sprovveduti colleghi petonici che avevano di propria tasca ricoperto le spese dello Spreca non senza polemiche, poi accuratamente scivolate sotto la coltre silenziosa dell'omertà partitica. Ma nelle ultime ore, dopo le nuove sollecitazione dello Spreca, un gruppo tirch'insurrezionalista si è rivoltato e ha portato alla luce una serie di intercettazioni di indubbia chiarezza che palesano lo Spreca e suo fratello lo Swarz, ministro del ferro, in eloquenti comunicazioni, sotto riportate:
Sw: << Quisc nn vo caccià>>
Sp: << Sci stu cazz, i su casa so cmbrat u porf'd pe lò u p'rtò>>
Sw: << Eh ma dic ca è chemenciat a capì, nn vo pagà più, mo ved che poss fa>>
Sp: << Vida tu, portet le tenaje se serv, tu porta i soldi poi vedem...>>
in foto: Il porfido acquistato con i soldi dello scandalo
Pochi commenti da fare. Poche parole da spendere per l'ulteriore scandalo che colpisce questo paese.
In attesa di repliche da parte dei protagonisti della vicenda riportiamo le dichiarazioni dei cittadini:
"I: fatià...a frechina: drmì.....vast snà"
Parole forti. Parole forti.


Il regno del mistrà verde non avrà pietà di questi mentecatti!!! Vergogna
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